Articolo su La Stampa 10/11/2011
EMANUELA MINUCCI
Torino
Poi dicono che la cultura sono lustrini e sprechi. Ma sarà un caso che, alla vigilia del Tff, Torino manda nelle sale italiane ben quattro film - alcuni in grado di strariempirle - prodotti originali «made in Piemonte»? Sarà un caso se fra pochi giorni - per la precisione sabato 19 novembre - arriverà a Torino Penelope Cruz per rimanerci un mese e girare insieme con Castellitto «Venuto al mondo» tratto dal romanzo di Margareth Mazzantini? E sarà un caso se l’11 novembre uscirà «I primi della lista» per la regia di Roan Johnson con Claudio Santamaria?
E Ficarra e Picone dove li mettiamo? Sì, perché in pieno Torino Film Festival verrà presentato (fuori concorso) il loro attesissimo «Anche se è amore non si vede» con Ambra Angiolini e Diane Flerì. «Sono pellicole che riscuoteranno sicuro successo - spiega l’amministratore delegato di Fip (Film Investimenti Piemonte) Paolo Tenna - e sono stati girati a Torino e nella nostra regione. Rappresentano un grandissimo ritorno per la nostra economia, soprattutto se consideriamo che ci sono ormai molte Filmcommission, e sempre più agguerite, in tutta Italia, e fanno di tutto per aggiudicarsi la produzione e la location dei nuovi film».
Tenna va orgoglioso di questo record: un poker di pellicole (perché il 2 dicembre, ciliegina sulla torta, sarà la prima de «Il giorno in più» per la regia di Massimo Venier, con Fabio Volo e Isabella Ragonese, tratto dal best seller del momento) e a gennaio - sì perché si continua anche nel 2012 - sarà la volta di «Sette opere di misericordia» di Gianluca e Massimiliano De Serio (opera prima). Per una Penelope Cruz che sbarcherà a Torino fra pochi giorni per andarsene dopo oltre un mese - insieme con il marito Javier Bardem e il piccolo Leo - (alloggeranno in una megavilla in strada del Nobile, che è in vendita per 5 milioni di euro) anche Charlotte Rampling sta per girare un film a Torino: «Baby Blues», diretto da Alina Marrazzi.
Insomma, un gran sforbiciare di ciak, che consolidano la tradizione di Torino capitale del cinema, ma, soprattutto, come fa notare Tenna, fanno girare l’economia del Piemonte: «Abbiamo superato l’idea del film che racconta i luoghi più ameni della città e della regione: l’obiettivo del mega-spot è stato ampiamente superato. Si gira a Torino anche un film che magari è tutto giocato negli interni e poteva essere ambientato benissimo a Tokyo come a New York». Aggiunge: «Insomma, si tratta di diventare competitivi sul piano del know-how, è una questione di produzione e di economia, che gira, in questo settore, sempre di più».
Ci dobbiamo quindi abituare a vedere arrivare a Torino divi come la Cruz. All’attrice spagnola la «Chiusano Immobiliare» ha trovato una magnifica villa di 600 metri quadri (suddiviso in tre appartamenti) in strada del Nobile con parco privato di circa 6 mila metri quadri. Una magione composta da un appartamento principale al primo e secondo piano su due livelli: ingresso, salone, studio, soggiorno, pranzo, cucina, dispensa, sei camere, quattro bagni spogliatoi e terrazzo. Un appartamento al terzo piano mansardato (200 metri quadri circa) composto da cucina, soggiorno, due camere, spogliatoio e due servizi. Una dépendance al piano ammezzato di due camere e servizi. La dimora è del ’500: poi ampliata nel ’700 e abitata dall’allora archivista del re nonché ministro delle Finanze.